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Guida per gli acquirenti

TV all'ingrosso per un altro mercato UE: cosa verificare

Cinque verifiche prima di ordinare televisori per un altro Paese UE.

Molti modelli di televisori sono venduti in tutta l'Unione europea, ma non ogni unità è pronta per ogni Paese. Se acquistate televisori da rivendere in un mercato UE diverso da quello per cui sono stati prodotti, verificate questi punti prima dell'ordine.

1. Sintonizzatore e standard di trasmissione

La TV digitale terrestre, satellitare e via cavo usa gli standard DVB-T2, DVB-S2 e DVB-C, ma codec, liste dei canali e moduli per la pay TV (CI+) possono cambiare da un Paese all'altro. Verificate che il sintonizzatore supporti gli standard in uso nel Paese di destinazione, soprattutto per la ricezione terrestre.

2. Spina di alimentazione

La maggior parte dei Paesi UE usa spine di tipo C e F (Schuko), ma non tutti: l'Italia usa anche il tipo L, mentre Irlanda, Malta e Cipro usano il tipo G. Il cavo fornito deve corrispondere al mercato di destinazione.

3. Lingua di menu, istruzioni e informazioni di sicurezza

Dal 13 dicembre 2024 il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti richiede che i prodotti siano accompagnati da istruzioni chiare e informazioni di sicurezza in una lingua facilmente comprensibile dai consumatori, stabilita dallo Stato membro in cui sono venduti. Verificate anche le lingue dei menu e, se pertinente, il layout del telecomando o della tastiera.

4. Etichetta energetica UE

L'etichetta energetica dei display elettronici, televisori compresi, è armonizzata in tutta l'UE: dal 1° marzo 2021 usa la scala A–G, con una classe per i contenuti SDR e una classe distinta per quelli HDR. Il codice QR rimanda alla banca dati EPREL. I rivenditori devono esporre l'etichetta in modo visibile, anche nella vendita online.

5. Registrazione e marcatura RAEE

In base alla Direttiva 2012/19/UE, chi immette sul mercato di uno Stato membro apparecchiature elettriche provenienti da un altro Paese è in genere considerato produttore in quello Stato e deve iscriversi al relativo registro RAEE. Per i produttori definiti all’articolo 3, paragrafo 1, lettera f), punto iv), della Direttiva 2012/19/UE, stabiliti in uno Stato membro e che vendono apparecchiature elettriche a distanza direttamente agli utilizzatori finali in un altro Stato membro nel quale non sono stabiliti, l’articolo 17, paragrafo 2, impone la nomina di un rappresentante autorizzato nello Stato membro di destinazione. Questo obbligo è distinto dalla facoltà prevista dall’articolo 17, paragrafo 1, per i produttori cui si riferisce tale disposizione. Verificate il ruolo e gli obblighi nazionali applicabili alla singola operazione. I prodotti devono riportare il simbolo del contenitore di spazzatura su ruote barrato.

Cosa indicare nella richiesta

  • Paese di destinazione e canale di vendita (negozio, e-commerce, volantino della catena di supermercati)
  • Marchi o fascia di prezzo, misure dello schermo e quantità per misura
  • Requisiti di sintonizzatore, spina e lingua, se già noti
  • Esigenze di imballaggio e documentazione

Poi inviateci la richiesta tramite il modulo di contatto oppure consultate la pagina dei televisori all'ingrosso.

Domande frequenti

L'etichetta energetica è la stessa in tutti i Paesi UE?

Sì. L'etichetta dei televisori e degli altri display elettronici è la stessa in tutta l'UE e non contiene testi specifici per Paese. La scheda informativa del prodotto è consultabile nella banca dati EPREL.

Un televisore prodotto per un Paese UE si può rivendere in un altro?

Spesso sì, se rispetta i requisiti del Paese di destinazione: sintonizzatore compatibile, spina corretta, istruzioni e informazioni di sicurezza nella lingua richiesta e registrazione RAEE di chi lo immette su quel mercato.

Tradevia fornisce televisori per più mercati UE?

Sì. Ogni offerta è preparata in base al mercato di destinazione indicato: specificate Paese e canale di vendita già nella prima richiesta.

Fonti ufficiali